30 Ago 2008 | 04:46   
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- Cap. 3: ...web server, script, database, cookie, open source....

Capitolo 3: - ...web server, script, database, cookie, open source....


Altre definizioni

Web, ovvero, la ragnatela: comunemente l’insieme delle pagine web o siti di Internet, composti da testi, immagini, filmati, suoni, animazioni, il cui insiemje costituisce un multimedia. Ognuna di queste pagine è scritta in un linguaggio, detto HTML, nato, pensate, a Ginevra nel 1991 dal team di Tim Berners Lee, alla base di quello che viene comunemente chiamato ipertesto, parola mista grecolatina che significa sommariamente "oltre il testo" 
La caratteristica delle pagine ipertestuali di un sito è che esse non sono sequenziali, come un libro, ma sono collegate tra loro tramite link (collegamenti. Da qui deriva la sigla http (HyperText Transfer Protocol) che troviamo sempre davanti al nome dei siti quando usiamo il web, che, insieme alla posta elettronica, è il più diffuso servizio di Internet, ma che spesso viene considerato erroneamente sinonimo di Internet.

Server e client: server è un computer o programma della rete che effettua uno qualunque dei servizi Internet (esempio server di posta o server web) e li mette a disposizione dei client. Client è qualsiasi computer o programma che usa i servizi del server: client siamo ad esempio noi quando ci colleghiamo ad un sito che si trova su un determinato server di Internet; nulla vieta che possiamo anche diventare server se, ad esempio, siamo in grado di impostare un servizio di rete e renderlo disponibile (magari temporaneamente) ad altri utenti di Internet. Le pagine dei siti, scritte in HTML, si trovano sui server e noi per richiederle scriviamo l’URL, l'indirizzo, ( = nome del sito, tipo http://www.maxdevitalia.com ) nel browser, cioè il programma tipo Internet Explorer, Netscape Navigator, Mozilla o Opera che colloquia col server e traduce le istruzioni HTML nella pagina che vediamo. Il browser sul nostro computer dunque traduce (si dice interpreta) le istruzioni HTML che arrivano dal web server.

Siti statici & dinamici: Per scrivere le pagine dei siti bisogna conoscere l’HTML oppure usare programmi detti web editor, shareware, cioè commerciali, tipo FrontPage o Dreamweaver, oppure freeware, gratuiti come Netscape Composer o l’australiano Evrsoft 1stPage 2000 che permette in modo abbastanza intuitivo di creare semplici pagine web, ma anche i siti più complessi. Una volta creato il sito sul nostro computer, si dice “in locale”, ed averlo visualizzato col nostro browser, bisogna metterlo su Internet ( uppare o uploadare, meglio l'italianissimo caricare) usando un altro servizio di Internet, detto FTP, File Transfer Protocol, con appositi programmi FTP, ( shareware come CuteFTP, WS_FTP o gratuioti come il tedesco LeechFTP). Questi software trasferiscono le pagine da noi create dal nostro computer al server a cui abbiamo richiesto lo spazio web che ospiterà il nostro sito, che naturalmente può essere a pagamento ( dai 50 euro in su all’anno) oppure gratuito, offerto da tiscali, tin, netcat, xoom, f2s, lycos, free.fr, ecc. (non molto adatti per un buon sito MDPro).

Ogni volta poi che vogliamo aggiungere o cambiare qualcosa al sito, dobbiamo riusare un programma FTP, scaricare ( downlodare ) le pagine dal server al nostro computer, riaprire il web editor, fare le modiche, salvare, riaprire l’FTP e uppare di nuovo la pagina sul server. Questa è la procedura per gestire un sito statico.

Il sito dinamico invece ha una gestione più semplificata: una volta creato e uppato, viene gestito direttamente via Browser, cioè senza downlodare e uppare continuamente le modifiche e senza usare altri programmi oltre al solito browser ( facile, eh ?). Tutto ciò però al costo iniziale di settimane di programmazione per creare il sito.

Ne sono esempio i siti delle testate dei giornali che devono essere aggiornati anche più volte al giorno e così non devono creare per ogni notizia una pagina ad hoc con tutti i link da aggiungere e modificare nelle pagine ( ricordate l’ipertesto ?). Uno dei tanti programmi che crea automaticamente siti dinamici, anzi, portali dinamici è proprio, guarda caso, MDPro.

Scripting: qualsiasi codice di programmazione che svolge qualche particolare funzione all’interno del sito, p.e. che mostra una scritta scorrevole, o che fa cambiare colore a un bottone quando si passa sopra col mouse ( rollover ) o che controlla nome e password inseriti dall’utente. Tutti questi eventi sono gestiti dal programmino detto script, che può essere embedded, cioè incorporato nel codice HTML della pagina e perciò anch’esso interpretato dal nostro browser all’arrivo della pagina, come p.e. Javascript o l’identico Jscript della Microsoft, oppure server side, lato server; in tal caso lo script viene eseguito quando la pagina si trova ancora sul server, cioè prima di essere inviata al nostro browser.

Quando lo script è di tipo server side, guardando il codice HTML della pagina che ci è arrivata, cliccando nel browser su Visualizza | HTML, non potremo vedere il codice dello script, perché è già stato eseguito sul server, anzi è proprio lo script che ha generato dinamicamente l'HTML della pagina che noi abbiamo richiesto….

Insomma, ci sono delle tecnologie che a seconda dell’utente che richiede un servizio e del tipo di servizio richiesto, si occupano di creare delle pagine ad hoc, personalizzate, aggiornabili via web. Naturalmente tutte le situazioni sono perfettamente previste, anzi programmate con pagine e pagine di codice di scripting…
Uno dei primi e più veloci linguaggi di scripting è PHP, ossia Personal Home Page, nato proprio per questo scopo, naturalmente gratuito e derivato dal C, linguaggio nato per programmare sistemi operativi come UNIX e Linux. Altre tecnologie server side sono il più versatile Perl, Python, sempre derivati dal C e gratuiti, ma più lenti, e ASP ( Active Server Page ) della Microsoft, che utilizza codice in VbScript, JScript o PerlScript, copie brevettate da Bill Gates di altri linguaggi. Ancora, esiste JSP ( Java Server Page ) o servlet in Java, gratuito, e le CGI scritte in altri linguaggi, come C++ e Java. Anche qui il dualismo del mercato è sempre tra shareware vs. freeware, Microsoft vs. Linux e Sun...

Database: è un insieme di archivi, di tabelle con righe e colonne, dove vengono memorizzati i dati. Quali dati ? Tutti i dati contenuti nel nostro portale dinamico: i nomi e le password degli utenti registrati, le ultime notizie del giorno, i post ( messaggi ) spediti dai visitatori ai forum tematici ( specie di piazze virtuali, in cui si scambiano opinioni, consigli, notizie, how to,…), i programmi che si possono scaricare, ecc., qualsiasi dato del portale viene inserito in un’apposita tabella e memorizzato. MDPro durante l’installazione, quandi a portale ancora vuoto, crea già 79 tabelle.

Per gestire le tabelle ( inserire, modificare e consultare i dati ) serve un programa di gestione del db, cioè un DBMS. Il più usato sui sistemi Microsoft è Access di Office, sui sistemi UNIX e Linux è MySQL e Oracle, naturalmente il primo al costo di Office Professional, il MySQl è gratuito. MDPro utilizza, manco a dirlo, MySQL, ma ha anche i driver per la connessione a Oracle.

Web server: come già detto, il web server è quel computer della rete che ospita i siti, cioè contiene il disco fisso dove si trova fisicamente memorizzato il nostro sito. I server hanno bisogno di un insieme di programmi che li facciano funzionare, hanno bisogno cioè, come qualsiasi altro computer, di un sistema operativo, con programmi specifici da web server per gestire gli accessi da altri server e dai client, con tanto di problemi di sicurezza, ecc. Circa l’80% dei web server utilizza la piattaforma UNIX – Linux con server Apache ( 67%), iPlanet di Netscape ( 6% ), Zeus o WebSphere;  il restante 20% è Microsoft IIS. Apache, sviluppato da programmatori volontari, è così diffuso perché è gratuito, IIS invece è stato compreso in Windows 2000 e nel nuovo XP Professional.

Dato che Microsoft è un sistema proprietario, cioè molto integrato con le “proprie” applicazioni, il server IIS è ottimizzato per database Access e scripting in ASP o VisualBasic, mentre su piattaforme Linux, le più diffuse sulla rete, i server Apache supportano database MySQL e scripting in PHP o Perl.

MDPro si basa su programmi di scripting in PHP, utilizza dati registrati con MySQL o Oracle e gira su server Apache. Naturalmente queste composizioni non sono assolute: gli spazi web a pagamento costano tanto di più, quante estensioni in più hanno : così troviamo IIS con supporto PHP, poi Apache che gira su Windows, ecc.

La combinazione ottimale è la seguente:

  • Requisiti minimi PHP 4.0 pl2 /MySQL 3.2.3

  • Server web Apache su Linux

  • Oracle 8.1.7 o superiore

Cookies: i biscottini: sono dei piccoli file di testo, scaricati dal portale sul nostro computer, in cui vengono memorizzati i nostri movimenti sul sito e tutti i dati inseriti in esso. Usati quasi sempre per scopi commerciali, nei portali sono invece essenziali per riconoscere l’utente iscritto e per personalizzargli la pagina. Da accettare solo quelli provenienti da siti considerati sicuri e affidabili. Molti siti permettono, p.e., di leggere la propria posta sul portale solo se si accetta il loro cookie.

Non è necessario accettarli in MDPro, perché si può entrare nel portale anche nel classico modo di inserire nome utente e password.

Free software e Open Source: Perchè esistono programmi a pagamento e corrispondenti programmi gratuiti ? Perché questi ultimi, in origine, erano sviluppati da Università e centri di ricerca, comunque enti pubblici o finanziati col denaro pubblico. Poi, negli anni, l’aumentata complessità delle applicazioni e la necessità di automatizzare le informazioni aziendali ha portato molti di questi ex studenti e altri a lavorare come programmatori e poi come sviluppatori per le aziende. Finchè negli anni ‘80 si è diffuso il personal computer e uno di questi ex, un certo Bill Gates, ha pensato bene di sviluppare e di far pagare un sistema operativo per PC. Con la diffusione poi di Internet e del web, servizio da sempre gratuito, un professore del MIT di Boston, Richard Stallman, ha lanciato la Free Software Foundation col progetto GNU, per diffondere l’utilizzo e le conoscenze informatiche: l'idea di fondo di tale iniziativa era che, visto che l’hardware bisognava comunque pagarlo, perché bene materiale, almeno i programmi dovevano essere gratuiti. Negli anni ’90 Linus Thorwalds lancia il progetto Linux, cioè un sistema operativo gratuito con sorgenti di pubblico dominio, cioè migliorabili da chiunque, col vincolo di non brevettare, ma rendere pubblici i miglioramenti apportati. Così è nato Linux e la licenza open source, sviluppati da migliaia di programmatori volontari e centri universitari. Anche molte grandi case hanno risposto all’appello di Stallman: Netscape e Star Office prima, Java poi, della Sun Microsystem, sono diventati open source, cos' come Dbase della Borland. In seguito sono nati PHP, Perl, Javascript, Python, MySQL; Gimp, il fenomeno Napster unica sconfitta, ma con tanti eredi… Oggi tutte le più grandi case, IBM, Compaq, Cisco, ecc. collaborano a migliorare Linux, mentre molti enti pubblici americani utilizzano Linux, le poste USA, le università… Noi italiani, invece, …..

 
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